Viviamo in una terra dove si parlano più lingue. Eppure quanto conosciamo davvero della letteratura e della cultura delle comunità che vivono, da secoli, nello stesso territorio?
Simon Gregorčič è un buon punto da cui cominciare. Poeta sloveno e sacerdote, nato nel 1844 nella valle della Soča, studiò a Gorizia, qui entrò in seminario e qui tornò negli ultimi anni della sua vita, fino alla morte nel 1906. Non è dunque una figura che appartiene a una storia “dall’altra parte del confine”: appartiene anche alla storia di Gorizia.
In questa puntata di Voci dal confine è Gregorčič stesso a raccontarsi: la vocazione sacerdotale e il desiderio di libertà, l’incontro con Dragojila Milek, il successo delle Poezije, lo scontro con Anton Mahnič e soprattutto Soči, la poesia dedicata all’Isonzo che, dopo la Grande guerra, sarebbe stata riletta quasi come una profezia.
Una storia che ci pone anche una domanda molto attuale: possiamo davvero conoscere questa terra senza conoscere tutte le lingue, le letterature e le memorie che l’hanno costruita?


