Nato a Gorizia nel 1966 e scomparso prematuramente nel 2009, Filippo Betto ha attraversato una delle stagioni più vivaci della letteratura italiana contemporanea. Amico di Pier Vittorio Tondelli e Mario Fortunato, autore di racconti, romanzi e testi teatrali, ha intrecciato la scrittura con la musica, il giornalismo culturale e la sperimentazione artistica, fino all'esperienza internazionale di Fabrica, il laboratorio creativo del gruppo Benetton.
Un uomo inquieto, curioso, ironico, capace di muoversi tra linguaggi e ambienti diversi. E profondamente legato, a modo suo, alla cultura del confine.
«Mi sento goriziano, se goriziano vuol dire “di confine”», dichiarò in un'intervista degli anni Novanta.
In questa puntata di Voci dal confine, Giovanni Fierro e Ivan Crico, che lo hanno conosciuto, ne ricostruiscono la personalità, le passioni e il percorso culturale, restituendo il ricordo di uno scrittore che merita di essere riscoperto.


