Una notte d’agosto del 1927 Rosa Quasimodo attraversa scalza la tettoia della stazione di Comitini e fugge con Elio Vittorini, sfidando la famiglia, le convenzioni e il destino già scritto per lei.Da quella fuga nasce una vita nuova che finirà per condurla a Gorizia, tra Piazzutta e via dei Leoni, in una città di confine che la accoglierà senza giudizio.
In questo episodio, introdotto dalla memoria di una libreria scomparsa di corso Verdi, Rosa racconta la sua storia in un monologo intenso e intimo:
la Sicilia, la fuitina, il matrimonio riparatore, il trasferimento a Gorizia, la nascita dei figli, la presenza del fratello Salvatore – futuro Premio Nobel –, e la sua voce, che nel 1984 troverà finalmente lo spazio per dirsi da sola.
“La fuga e il confine” è un viaggio nella vita di una donna che ha scelto di attraversare i limiti imposti, pagando il prezzo necessario per essere fedele a sé stessa.
Una storia vera, narrata nella casa dove tutto è cominciato: Piazzutta n. 16.










