Marilisa Bombi
Voci dal confine
Don Alberto. Una vita con gli ultimi.
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Don Alberto. Una vita con gli ultimi.

Negli anni Sessanta Sant’Anna era un quartiere nuovo di Gorizia, sorto dove fino a poco tempo prima c’erano gli orti. Case nuove, famiglie che arrivavano da luoghi diversi e una comunità ancora tutta da costruire.

È qui che don Alberto dà vita a una Comunità di Base, nata nel clima del Concilio Vaticano II: un’esperienza fondata sulla partecipazione dei laici, sulla condivisione e su un Vangelo vissuto a partire dai bisogni concreti delle persone.

Nel 1976 quel progetto viene bruscamente interrotto e don Alberto viene allontanato dalla parrocchia di Sant’Anna.

Ma la sua storia con gli ultimi non finisce. Prende, anzi, una forma ancora più radicale.

Persone senza casa, tossicodipendenti, malati psichici, detenuti: don Alberto non sceglie semplicemente di occuparsi di loro. Sceglie di vivere con loro, condividendo casa, pane e quotidianità.

Nascono esperienze come la comunità e la cooperativa Arcobaleno, La Tempesta, la casa di Mossa, l’Oasi del Preval. E ancora oggi, a più di novant’anni, don Alberto continua a entrare nel carcere di Gorizia.

In questa puntata di Voci dal confine ripercorriamo con lui una storia iniziata sessant’anni fa e arriviamo fino alla Gorizia di oggi, interrogandoci su una parola che attraversa tutta la sua vita: comunità.

E alla fine dell’intervista, una lettera di monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli riporta don Alberto a quella ferita del 1976, mai completamente rimarginata.

Una storia di fede, solidarietà, conflitto e scelte concrete. Ma soprattutto la storia di una semina che, cinquant’anni dopo, continua a germogliare.

Voci dal confine – un podcast di Marilisa Bombi

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Assolutamente, procediamo.