Nata a Fiume nel 1914, attiva nella Resistenza francese con il Gruppo Manouchian, arrestata nel 1943 e deportata come prigioniera politica nel campo di concentramento femminile di Ravensbrück. Sopravvissuta, nel dopoguerra sceglie di vivere a Gorizia.
In questo episodio, la sua voce attraversa il Novecento: l’esilio, la lotta clandestina, la deportazione, il ritorno.
Una storia di lingue come salvezza, di memoria come responsabilità.
Un racconto necessario, nato dal passaparola e dalla cura della memoria, perché nessuna vita resti ai margini.










