Un artista europeo, celebrato a Berlino e a Parigi ma dimenticato in patria. La villa di Corona come rifugio, i cavalli come simbolo di vita in corsa, la Via Crucis come meditazione sul dolore del confine.
Il 5 agosto 1955 Gino De Finetti muore a Gorizia, in fila all’ufficio postale, stringendo una busta di litografie da spedire in Olanda.
Un epilogo semplice, che diventa metafora di tutta la sua esistenza.
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