Il 2 febbraio 2026, nella sala Incontro di via veniero, abbiamo portato in scena a Gorizia Un uomo perbene, uno spettacolo dedicato ad Antonio Bonne, figura a lungo rimasta ai margini della memoria pubblica cittadina e protagonista di una delle pagine più significative della Gorizia del primo dopoguerra.
Eletto sindaco il 1° febbraio 1922, alla guida di una coalizione che comprendeva anche la rappresentanza slovena, Bonne si trovò ad amministrare una città profondamente segnata dalla guerra e dal passaggio dall’Impero austro-ungarico all’Italia. Pochi mesi dopo, la storia precipitò.
Il 2 novembre 1922, all’indomani della Marcia su Roma, i fascisti occuparono il municipio. A Bonne venne chiesto di aderire al Partito nazionale fascista. Rifiutò e, il 16 novembre, presentò le dimissioni.
Un uomo davanti a una scelta
È da quel rifiuto che è nato Un uomo perbene.
Lo spettacolo ha violuto riportare alla luce la storia di un amministratore pubblico posto di fronte a una scelta molto semplice e, proprio per questo, difficilissima: adeguarsi al nuovo potere oppure rimanere fedele alle proprie convinzioni.
Bonne scelse di non adeguarsi. Attraverso teatro, documenti e memoria, la serata del 2 febbraio ha restituito alla città non soltanto la figura di un sindaco dimenticato, ma anche il clima di una Gorizia nella quale stava tramontando definitivamente la stagione liberale e si restringevano gli spazi di convivenza politica, linguistica e culturale.
Raccontare Antonio Bonne oggi significa tornare a interrogarsi sul rapporto fra coscienza e potere, sulla responsabilità di chi amministra una comunità e sul valore di un rifiuto pronunciato quando sarebbe stato molto più conveniente dire di sì.
Forse il titolo dello spettacolo nasce proprio da qui.
Antonio Bonne non cercò di diventare un eroe. Scelse semplicemente di rimanere un uomo perbene. Scopo dello spettacolo è stato quello di consegnare alla città un frammento della memoria mancante, tenuto conto che nella galleria dei sindaci, nella sede municipale, ci sono i ritratti di tutti i sindaci ma mancava, proprio, quello di Antonio Bonne.
Grazie alla disponibilità di Nevio Costanzo, lo spettacolo è stato registrato e, quindi, è possibile la sua visione.


