Per secoli Gorizia è stata un luogo nel quale lingue, culture e appartenenze diverse hanno convissuto, non sempre pacificamente, ma intrecciando le proprie storie. Poi, con l’affermazione dei nazionalismi, quelle differenze sono diventate bandiere, rivendicazioni territoriali e, talvolta, strumenti di esclusione.
Nel quarto approfondimento di Nodi di Gorizia ricostruisco il modo in cui l’italianità cittadina è stata interpretata e utilizzata nei diversi passaggi della storia, dalla monarchia asburgica al fascismo, dal confine del 1947 alla cooperazione europea.
Oggi, dopo GO! 2025, possiamo forse guardare a quel passato senza dover dimostrare continuamente a chi appartenesse Gorizia. Riconoscere la sua italianità non significa cancellare la componente slovena o l’eredità asburgica, ma comprendere come tutte abbiano contribuito alla sua identità.


