Giovedì 17 settembre, a Casa Candussi Pasiani, il Comune di Romans d’Isonzo e la Pro Loco Romans d’Isonzo APS hanno organizzato «Una nevicata di parole per salutare l’estate», una serata di lettura condivisa aperta a tutti. Ogni partecipante aveva tre minuti per leggere un testo, proprio o di un altro autore, poesia o prosa: una pagina rimasta legata a un momento della vita. Le letture si sono alternate per tutta la serata, punteggiate dagli interventi musicali delle allieve della Baby Piano School. Ho scelto di leggere un testo mio, su una parola che in questi mesi mi accompagna: crona.
Oggi siamo qui per una “Nevicata di parole”. E allora penso alle parole come ai fiocchi di neve: alcune cadono leggere, altre si posano lentamente, altre ancora si accumulano fino a coprire ciò che c’era prima. Le parole, come la neve, possono rendere il paesaggio più bello. Ma possono anche nascondere, raffreddare, cancellare.
Intorno alle donne che invecchiano è caduta, nei secoli, una nevicata di parole non sempre gentili: vecchia, decrepita, sfiorita, inutile. Oppure parole apparentemente più educate, che però ci spingono discretamente ai margini: anziana, non più giovane, donna di una certa età. Come se quell’età fosse così imbarazzante da non poter essere neppure nominata.


