Non ho mai nascosto di non amare particolarmente il sindaco di Trieste — alcuni suoi atteggiamenti e alcune sue uscite nei confronti delle donne non contribuiscono certo a renderlo simpatico al pubblico femminile, e personalmente sono sempre stata lontana dal suo modo di intendere e rappresentare la politica. Ma l’onestà intellettuale impone di riconoscere quando una persona con cui spesso non si è d’accordo pone una domanda giusta. E sui controlli alla frontiera con la Slovenia, questa volta, Dipiazza una domanda giusta l’ha posta.
Il sindaco di Trieste ha contestato l’opportunità di continuare a mantenere un dispositivo che impegna centinaia di uomini delle forze dell’ordine lungo una frontiera interna dell’Unione europea, osservando anche che quelle risorse potrebbero essere impiegate per rafforzare la sicurezza nelle città. È una posizione che merita di essere discussa nel merito, tanto più perché i controlli non sono iniziati ieri
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