Qualche settimana fa, alla presentazione del programma di Frontiere – Dove i mondi si incontrano, avevo posto una domanda molto semplice: Gorizia dov'è?
Non era una provocazione fine a se stessa, e tanto meno la pretesa che un festival organizzato a Gorizia dovesse parlare soltanto di Gorizia. Era, e rimane, una domanda sul senso della parola scelta per intitolare la manifestazione.
Mi è tornata in mente oggi, leggendo sul Piccolo l'intervista della presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin. La presidente definisce Gorizia città di idee e cultura, sostiene che Frontiere ne rafforzi l'identità, ricorda che l'evento rinnova lo spirito di GO!2025 e dice che la risposta più sorprendente è arrivata dal territorio, da una comunità che ha "fame di conoscenza". Sono considerazioni nelle quali è difficile non riconoscersi.
Discussione su questo Post
Nessun post


